Come Scegliere l’Hard Disk Esterno

Accedere a Internet regolarmente espone i computer a potenziali minacce della sicurezza come Trojan, virus e spyware. E’ diventato sempre più difficile proteggersi contro queste minacce, anche quando si usano firewall e antivirus. Oltre alle minacce online, spesso più membri della famiglia usano lo stesso sistema, mettendo documenti sensibili ad alto rischio di corruzione o cancellazione accidentale.

In aggiunta, lo spazio richiesto per la memorizzazione di file multimediali si è riempito di MP3, video in streaming, immagini di DVD e foto che occupano grandi porzioni dell’hard disk. Tutte queste preoccupazioni non correlate tra loro possono essere affrontate con una risposta semplice: un hard disk esterno.

Un hard disk esterno sta nel suo involucro, fuori dal case del computer. L’involucro è leggermente più grande del disco stesso e a volte contiene una ventola. Questo involucro portatile permette all’utente di di immagazzinare informazioni su un disco che non si trova all’interno del computer, ma si posiziona sopra un tavolo o una superficie accanto al computer. L’hard disk esterno è collegato al computer con un cavo di interfaccia ad alta velocità. Il cavo di interfaccia permette all’hard disk esterno di comunicare con il computer per scrivere e leggere i dati.

I tipi più comuni di interfaccia sono USB e Firewire. Un disco esterno, o portatile, è un dispositivo abbastanza utile. Permette all’utente di fare un back up o memorizzare informazioni importanti al di fuori del disco interno principale, che potrebbe essere compromesso da attività online o offline. Documenti sensibili, file musicali ingombranti, immagini di DVD, film, immagini di CD, e perfino un backup dei contenuti del tuo hard disk interno principale possono essere memorizzati in sicurezza su un hard disk esterno. Puoi persino spegnerlo a distanza quando sei online. Un altro vantaggio di un hard disk esterno è il fatto che sia portatile e che funzioni su base plug-and-play.

Qualsiasi computer con una porta USB o tecnologia Firewire riconoscerà l’hard disk esterno come dispositivo di memorizzazione e gli assegnerà una lettera. Si può accedere al disco come a un normale disco interno. Ci vorrà un attimo per trasferire file pesanti da un disco all’altro, da lavoro a casa, a casa di un amico o tra il tuo computer desktop e il tuo laptop. Collega semplicemente il cavo di interfaccia per ricostruire velocemente l’ambiente di lavoro, rendendo i tuoi programmi preferiti virtualmente portatili.

Se più membri della famiglia usano il tuo computer, considera un disco esterno per tenere al sicuro informazioni finanziarie e altri documenti sensibili. Quando sei pronto per usare il computer, puoi collegare il disco esterno e avrai a disposizione tutti i tuoi dati e programmi. Quando hai finito, scollega semplicemente il disco e portalo via per chiuderlo in un cassetto o in un altro posto sicuro. Ci sono infinite ragioni per usare un hard disk esterno. Puoi anche comprare più hard disk e scambiarli nello stesso involucro, usandone uno per memorizzare file multimediali, uno per le immagini, uno per il backup, uno per lavoro e cosi via.

Storia
I primi hard disk commerciali erano larghi e ingombranti, non erano contenuti all’interno del computer e quindi rientravano nella definizione di hard disk esterni. I piatti dell’hard disk erano contenuti dentro involucri protettivi o unità di memoria che stavano all’esterno del computer. Presto ci fu un’evoluzione e questi hard disk diventarono abbastanza compatti da poter essere montati dentro il computer. I primi computer Macintosh della Apple non avevano slot per hard disk facilmente accessibili (o, nel caso del Mac Plus, non ne avevano proprio). Perciò con questi modelli, dischi esterni SCSI come l’Apple ProFile erano l’unica opzione possibile. I primi hard disk esterni non erano compatti o portatili come i loro discendenti moderni. Verso la fine del 20° secolo, i dischi interni diventarono la norma per i computer che utilizzavano Windows, mentre i dischi esterni rimasero popolari molto più a lungo sugli Apple Macintosh e altre workstation professionali che offrivano porte SCSI esterne.
La Apple rese disponibili queste interfacce su tutti i computer dal 1986 al 1998. L’aggunta di porte USB e interfacce Firewire ai personal computer standard ha fatto sì che questi dischi diventassero comuni anche nel mercato dei PC. Queste nuove interfacce hanno sostituito le più complesse e costose interfacce SCSI, portando ad una standardizzazione e a una riduzione dei costi per gli hard disk esterni.

Struttura
La struttura interna di un hard disk esterno è simile ai normali dischi interni; infatti includono un normale disco montato su un involucro. In un articolo di PC Magazine del 2007 che confrontava i 10 migliori hard disk esterni, il costo per gigabyte variava tra 25 e 40 centesimi. Poiché gli hard disk esterni mantengono i piatti e le testine mobili degli hard disk tradizionali, tollerano molto meno i traumi fisici rispetto alle tecnologie basate su flash. Modelli più grandi spesso includono hard disk 3.5″ PATA o SATA, sono disponibili nelle stesse dimensioni e hanno un costo simile rispetto agli hard disk interni. Molti modelli più costosi, specialmente i piccoli hard disk portatili alimentati attraverso porta USB, in genere hanno un costo superiore per gigabyte e si limitano alle dimensioni disponibili per piccoli hard disk per laptop e dispositivi integrati. Alcuni raggiungono dimensioni poco diverse da quelle di piccoli lettori MP3, simili ai microdrives CompactFlash.

Compatibilità
I moderni hard disk esterni sono compatibili con tutti i sistemi operativi che supportino le interfacce standard con le quali funzionano, come USB MSC o IEEE1394. Questi standard sono supportati da tutti i maggiori server moderni, i computer desktop e molti dispositivi integrati.
Sistemi obsoleti come Windows 98, backup e software di criptatura potrebbero richiedere l’installazione di software aggiuntivi. I dischi sono partizionati e formattati nello stesso modo dei dischi interni: vista la mancanza di file system supportati universalmente (ad eccezione dell’obsoleta famiglia dei file system FAT), i proprietari spesso devono riformattare questi dischi dopo l’acquisto, per raggiungere una piena compatibilità con sistemi operativi come Mac OS X e Linux.